Gen Z e alcol: perché i giovani stanno smettendo di bere (e cosa scelgono invece)
I giovani nati tra il 1997 e il 2012 bevono meno alcol di qualsiasi generazione precedente. Non per obbligo, non per moda passeggera: per scelta consapevole. Un fenomeno globale che sta ridisegnando il mercato delle bevande e il modo in cui ci relazioniamo all'alcol.
Cosa sta succedendo davvero, e cosa sta prendendo il posto della birra e del vino?
I dati: la Gen Z e l'alcol
I numeri sono chiari e convergenti. Secondo una ricerca IWSR del 2024, il 26% dei consumatori della Gen Z si definisce astemi, contro il 19% dei Millennial alla stessa età. In UK, il 26% dei giovani tra 16 e 25 anni non beve affatto.
In Italia, i dati ISTAT mostrano che la quota di giovani 18-24 anni che consuma alcol quotidianamente è calata dal 15% del 2010 al 5% del 2023. Un crollo in poco più di un decennio.
Il mercato globale delle bevande no e low alcol ha raggiunto i 13 miliardi di dollari nel 2024 e cresce dell'8% annuo. Entro il 2028 potrebbe superare i 25 miliardi.
Perché la Gen Z beve meno
Salute e benessere. La Gen Z è la generazione più attenta alla salute mentale e fisica di sempre. L'alcol peggiora il sonno, aumenta l'ansia, compromette le prestazioni cognitive e fisiche.
Consapevolezza digitale. È la prima generazione cresciuta con accesso immediato a informazioni scientifiche. Sa che non esiste una soglia sicura di consumo di alcol secondo l'OMS.
Economia. In un contesto di costo della vita elevato, l'alcol è una spesa significativa. Una serata fuori con cocktail a 12-15 euro l'uno porta via facilmente 50-60 euro.
Social media e immagine. La cultura del documentare tutto ha reso meno attraente l'idea di perdere il controllo. E ha creato spazio per nuove identità: quella di chi sceglie consapevolmente di non bere.
Il movimento sober curious
Sober curious non significa astinenza totale. Significa porsi domande sul proprio rapporto con l'alcol invece di bere per abitudine o pressione sociale.
Il termine è stato coniato dalla scrittrice Ruby Warrington nel 2018. Su TikTok l'hashtag #sobercurious ha superato 500 milioni di visualizzazioni. Non è un fenomeno di nicchia.
Cosa scelgono invece: le alternative no alcol
Vini dealcolati. Prodotti come Calispera, Orizon e Cromantico offrono un'esperienza sensoriale autentica, dagli aromi alla bollicina, senza alcol.
Spirits botanici. NOAH Spirit replica la complessità aromatica di gin e aperitivi attraverso processi di estrazione botanica senza alcol.
Kombucha. La bevanda fermentata a base di tè è diventata il simbolo del benessere consapevole. Aromaticamente complessa, leggermente effervescente.
Ready To Drink no alcol. Cocktail analcolici già pronti come la linea Sir. James 101: Passion Fruit Martini, Ginger Mule, Pink G&T, Spritz, Mojito, G&T.
Italia: siamo in ritardo, ma il gap si sta chiudendo
I supermercati hanno aumentato lo spazio dedicato alle bevande no alcol del 30% negli ultimi due anni. I cocktail bar stanno inserendo sezioni dedicate ai mocktail.
LOWNOO nasce esattamente per intercettare questa trasformazione: uno spazio dedicato al meglio del no alcol.
Domande frequenti
Il trend sober curious è solo una moda? I dati dicono di no. Il calo del consumo di alcol tra i giovani è strutturale e continua da oltre un decennio in tutti i paesi occidentali.
Come posso ridurre l'alcol senza sentirmi escluso socialmente? Avere sempre a disposizione un'alternativa di qualità nel bicchiere è il primo passo. Se nel tuo bicchiere c'è qualcosa di bello, nessuno nota cosa stai bevendo.